Fonti di Finanziamento

Il Fondo Sociale Europeo

Il Fondo Sociale Europeo è il più "vecchio" dei Fondi Strutturali: la sua istituzione è già prevista nel Trattato CE originale (art.132-135) allo scopo di migliorare la possibilità di occupazione dei lavoratori all'interno del mercato comune e contribuire così al miglioramento del loro tenore di vita  e di agevolare la mobilità geografica e professionale dei lavoratori. Operativo dal 1962, il Fondo Sociale Europeo (FSE) è uno dei quattro Fondi Strutturali dell'Unione Europea finalizzati a promuovere uno sviluppo armonioso dell'insieme della Comunità e una progressiva riduzione delle disparità esistenti tra i cittadini e le Regioni dell'Unione. Più specificamente, il FSE rappresenta lo strumento finanziario dell'Unione volto a sostenere laStrategia Europea per l'occupazione per prevenire e combattere la disoccupazione ed investire nelle risorse umane, promuovendo un alto livello di occupazione e di integrazione sociale, la parità tra uomini e donne e la coesione economica e sociale. L'obiettivo principale del FSE è dunque la lotta alla disoccupazione, contribuendo alla creazione di nuovi e migliori posti di lavoro e allo sviluppo delle competenze dei lavoratori, soprattutto delle fasce deboli e di coloro che incontrano particolari difficoltà nella ricerca di un impiego o nel mantenimento dello stesso. Nell'ambito della programmazione 2000 - 2006, sono stati stanziati 195 miliardi di euro per le azioni dei Fondi strutturali. Il FSE ha messo a disposizione circa 60 miliardi di euro; di questi la quota riservata all'Italia corrisponde a circa 3,8 miliardi di euro.

La Programmazione 2007 - 2013

fseCon il Programma Operativo Obiettivo 2 - Competitività regionale ed Occupazione del Fondo Sociale Europeo 2007-2013 (POR FSE), la Regione Friuli Venezia Giulia, d'intesa con la Commissione Europea e le autorità nazionali preposte, stabilisce obiettivi, contenuti e modalità attuative della strategia regionale a favore delconsolidamento e della crescita delle competenze e dei saperi della sua popolazione.

Con questo nuovo atto di programmazione del Fondo, la Regione, indica un percorso strutturato sul medio periodo, volto ad assicurare quegli interventi, tanto formativi, quanto di servizio e di incentivo, quanto ancora di sistema, necessari per affrontare le complesse sfide che la globalizzazione dei mercati, l'innovazione tecnologica ed i cambiamenti demografici in atto propongono al sistema economico e sociale del Friuli Venezia Giulia.

Si tratta di uno scenario di cambiamenti di tale portata ed intensità che comporta, secondo la Regione, un impegno del FSE ad abbracciare, più che nel passato, una visione che faccia della formazione per l'intero arco della vita una risorsa volta: a garantire l' accessibilità al mercato del lavoro e l' aggiornamento continuo di chi è occupato e ad assicurare quel capitale di saperi e competenze necessario per sostenere un percorso di sviluppo locale basato sul bene "conoscenza".

A fronte delle priorità strategiche sopra delineate corrisponde la seguente struttura per assi strategici:

Asse 1 - Adattabilità, dotazione finanzia € 47.883.843,00; 
Asse 2 - Occupabilità, dotazione finanziaria € 121.305.740,00; 
Asse 3 - Inclusione sociale, dotazione finanziaria € 31.922.563,00; 
Asse 4 - Capitale umano, dotazione finanziaria € 95.767.689,00; 
Asse 5 - Transnazionalità e interregionalità, dotazione finanziaria € 9.576.767,00; 
Asse 6 - Assistenza tecnica, dotazione finanziaria € 12.769.026,00.

Accrescere la competitività del sistema regione aumentando i livelli di occupazione

La finalità strategica complessiva della programmazione del FSE (Fondo Sociale Europeo) consiste nell'impegno ad accrescere la competitività e la produttività del sistema Regione attraverso la creazione e l'utilizzo della conoscenza, a consolidare, ad accrescere ulteriormente e a migliorare gli attuali livelli di occupazione, qualità del lavoro e coesione sociale.

Work experience in azienda

Le imprese operanti in Friuli Venezia Giulia hanno la possibilità di ospitare una o più persone per la realizzazione di un tirocinio formativo (work experience) della durata di complessiva compresa tra i di due ed i sei mesi. Attraverso questo strumento le Aziende possono ospitare disoccupati, lavoratori in mobilità o in cassa integrazione, al fine di una reciproca valutazione per un eventuale futuro inserimento lavorativo, ma senza alcun onere o vincolo. vai alla pagina di approfondimento sul sito www.regione.fvg.it

formazione di settore

Nuove opportunità per le imprese grazie ai finanziamenti del Fondo Sociale Europeo della Regione Friuli Venezia Giulia per specifici settori produttivi. vai all'approfondimento sul sito www.regione.fvg.it

Per maggiori informazioni

Visitate la pagina dedicata al Fondo Sociale Europeo sul sito della Regione Friuli Venezia Giulia. Vai al sito

La legge 236/93

La legge 236/93 consente alle aziende di ottenere contributi per la realizzazione di progetti di formazione continua, ossia di quelle attività che consentono un adeguamento o miglioramento delle competenze professionali dei lavoratori.

Le attività formative si rivolgono a soggetti adulti e occupati e hanno l'obiettivo di rafforzare la professionalità dei lavoratori al fine di ottimizzare le loro potenzialità in sintonia con l'innovazione tecnologica ed organizzativa dei processi produttivi.

I comma 3 e 3bis dell’articolo 9 della Legge 236/93 stabiliscono che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l’apporto delle Parti Sociali, d’intesa con le Regioni possa finanziare interventi di formazione continua di aggiornamento e riqualificazione per 

  • operatori e formatori dipendenti degli Enti nazionali di formazione così come definiti dalla legge n. 40/87;
  • lavoratori dipendenti da aziende beneficiarie dell’intervento straordinario di integrazione salariale;
  • lavoratori dipendenti da aziende che contribuiscono in misura non inferiore al 20% del costo delle attività;
  • lavoratori iscritti nelle liste di mobilità;
  • soggetti privi di occupazione e iscritti alle liste di collocamento che hanno partecipato ad attività socialmente utili.

Dal 1996, il Ministero del lavoro si è dotato di strumenti operativi per mettere in campo interventi di formazione continua finanziati dalla legge 236/93 ed ha varato, con cadenza annuale, circolari attuative in cui sono individuati gli interventi ammissibili a finanziamento.